Benedizione.

Abbiamo distrutto l’idea di spazio insieme all’idea di tempo. Siamo arrivati a dimostrare al nostro cuore che il tempo non è niente. Non ha valore per un cuore che ha sconfitto la separazione. Eppure, come ogni cosa vive del suo opposto, così possiamo dire che se nella separazione il tempo è niente, nell’unione il tempo è tutto. Ma cosa è veramente il tutto? La vita. Il tempo dunque è vita. Il tempo che ti è stato donato è la vita che ti scorre tra le mani, da qui lo sperpero, da qui il guadagno. Quante forme può assumere il dono che ci è stato fatto!
Prima domanda da porre al vostro cuore: Come e quando, il nostro tempo è usato veramente in modo degno? Se il nostro animo sa che tutto dovrà finire, tutto quindi andrà perso, quali azioni sono veramente importanti da compiere? Cosa rimarrà quando i venti del mondo richiameranno ciò che loro stessi hanno spinto alla vita? Ecco dunque che a seconda di questa risposta una vita può cambiare.
Ogni cuore sa quello che vuole veramente. Mi vengono in mente le parole di un grande uomo, Papa Giovanni Paolo II, Karol Woijtila.

“Prendete la vostra vita e fatene un capolavoro!”

. Ma diceva anche di non avere paura! Questo dobbiamo fare, non avere paura.
Famiglie passano giornate intere in occupazioni che tolgono salute e allo stesso tempo permettono di comprare le medicine per provare a riacquistarla. Mi vengono in mente le parole di un cantante, le parole di Salmo, di una sua canzone :

” Lavori per pagare la macchina per andare a lavoro”.

Spiegata in modo così “underground” si comprende meglio, forse. A così poco è stata ridotta la vita? 
Padri assenti per i figli che provano a costruirsi un futuro che li farà diventare anch’essi padri assenti. Madri dal cuore pieno d’amore ma con la schiena a pezzi, eroina dietro un palco sul quale mai faranno un inchino per ricevere il loro applauso. Figli che soffrono della sofferenza dei genitori. Mi denuncerà il mondo di parole tristi? Gli risponderò che una ferita può essere curata solo quando la si riconosce. 
Uomini lavorano di notte, uomini lavorano di giorno, e così le donne, e così i bambini. E così le stelle non sono più guardate da nessuno. Cosa voglio dire con queste parole che sembrano ripetitive? Occorre benedire la vita, così come io in questo momento benedico le parole che mi è stato concesso dire e queste mani per farlo; mani create da qualcosa che non ha mani. E le nostre piccole mani non sono saziate da piccole azioni? Da cosa saranno saziate le mani dell’anima? Questa è un’altra domanda fondamentale da porsi, dolci animi. Occorre distinguere ciò che è vero da ciò che è falso. La vita è benedizione. Ben venga il lavoro, l’occupazione, ma che si ricordino gli uomini che tutto il lavoro delle loro mani non potrebbe spostare neanche una piccola stella del cielo. Cosa potrebbero dunque nei confronti dell’universo? Niente. A poco serve l’affanno che ruba tempo. A poco serve l’affanno che ruba la vita, la quotidianità, la realtà, il viversi, l’aprire il proprio cuore. 
Cosa fare? Benedire ogni cosa. Amare la vita, fermarsi e portare all’esterno i battiti del cuore. Comprendere ciò che è vero da ciò che è falso. Ma come si benedice ogni cosa? Dando valore a ciò che abbiamo. 


Edoardo Francesco Taurino