Càos!


Il termine càos deriva dal latino χαίνω, χάσκω «essere aperto, spalancato», oppure, χάσμα «voragine». Nelle antiche cosmologie greche indica il complesso degli elementi materiali senza ordine che preesiste al κόσμος, cioè all’ universo ordinato. Nel nostro intendere del termine, il caos, rappresenta grande disordine, confusione, di cose o anche d’idee, di sentimenti. Punto fondamentale: il sentimento. Perché dico ciò?
Molti animi vivono nel caos. Alcuni hanno il coraggio di parlarne, altri rimangono chiusi in loro stessi. La grandezza che ci è donata può essere una cosa veramente buona ma allo stesso tempo se si perde il controllo di essa può portare ad un sentimento di dispersione veramente soffocante e deprimente. Come già abbiamo detto, ci sono periodi della nostra vita durante i quali se potessimo chiedere al cielo delle parole, sarebbero le seguenti:

“Tu sei in armonia con il tuo corpo, tu sei in armonia con la tua mente e con i tuoi pensieri, tu sei in armonia con le tue emozioni. Tu sei Fede.”

Vi sono momenti però, durante i quali pensiamo che il cielo non abbia parole per noi e le uniche parole che riusciamo a trovare chiusi dentro noi stessi, sono parole di sconforto, di rammarico, di tristezza. Proprio in momenti del genere, senza rendercene conto, ci troviamo ad essere trainati dai destrieri della paura che, come già sappiamo, del nostro cuore hanno poca cura. Il cuore si chiude su sé stesso, le energie tendono a sprecarsi in pensieri negativi inesistenti o basati su percezioni sbagliate che abbiamo della realtà che ci circonda e consequenzialmente questi pensieri si trasformano in emozioni negative delle quali diventiamo schiavi. Il risultato? Ecco cosa potrebbe dirci il cielo in momenti del genere:

“Tu non sei in armonia con il tuo corpo, tu non sei in armonia con la tua mente e con i tuoi pensieri, tu non sei in armonia con le tue emozioni. Tu hai paura”.

Il 10 ottobre è la giornata mondiale della salute mentale. “Concretamente” parlando tutto ciò è rappresentato nelle persone che ci circondano così come in noi stessi da ansia, panico ed infine depressione. La parola depressione ha come significato “portare ad un livello più basso”. In momenti come questi noi portiamo la nostra vita ad un livello più basso. Ma ciò esiste solo dentro di noi, è un’ illusione, la vita è troppo perfetta e non può scendere ad un livello più basso. Spetta a noi renderci di nuovo degni del livello della vita che ci aspetta e ci spetta. Dobbiamo portare nuovamente la luce in cuore che si sente al buio.
Scrive la grande scrittrice J.K. Rowling :

” La felicità si può trovare anche negli attimi più tenebrosi, se solo qualcuno si ricorda di accendere la luce.“

Ecco ciò che dobbiamo fare.
Anche nello sconforto più totale occorre trovare i pensieri felici, crearli, immaginarli, viverli con coraggio, uscire di casa e sorridere, respirare, vivere.
Scrive Seneca:

” Anche se il male avrà sempre più ragioni, tu scegli la speranza!”.

Fate vostre queste parole, dolci animi.
Così è scritto in “Segreti di un donatore” ,presto in questo mondo, riguardo la depressione, tristezza del cuore:

“Quando crollarono le mie finte realtà sposai il sogno e in esso mi rifugiai, non per scelta ma per incoscienza e con il termine incoscienza non voglio darmi come spiegazione quella di aver agito senza ponderare, anzi, intendo descrivere ed affermare il flusso di vita che mi attraversa e mi domina sempre. Ma come nella realtà ho scorto bene e male, così mi preparo a rivederli nel sogno e ciò mi fa paura poiché nulla può toccarmi internamente come quest’ultimo, eppure, il disegno è perfetto ed in quella che può sembrare dannazione ho intravisto salvezza. Il demone di cui mi parlano ormai mi è amico e non comprendono che ciò che loro vedono come assenza in realtà per me è presenza. 30 mg di Farmaco non interferiscono sulla capacità di pensare, questo dicono per curare la tristezza del cuore e forse è vero; interferiscono però con l’emozione. Cosa ne sanno gli uomini dell’emozione se non amano ma possiedono? Piccole lampade ad incandescenza dinanzi a stelle che bruciano di energia infinita le quali sono solo i lineamenti di un disegno più grande che non può essere posseduto ma solo amato? Ecco dunque che chi ha lasciato ogni cosa può insegnarci cosa sia l’illuminazione. Vi è chi dice di averla comprata al mercatino dell’usato per poi metterla in mostra ai suoi invitati. Su quante anime dovrete contare per acquistare un granello di sale di vera vita? Tutte le anime del mondo con le loro gocce non servirebbero. Qual è dunque la situazione? 2.8 milioni di cuori tristi perché santità hanno generato il mondo con il loro amore ma peccatori se ne nutrono mettendo a tacere ogni anima che grida. 2.8 milioni di uomini, 30 mg ciascuno. Le bocche degli uomini bevono 84000kg al giorno di farmaco. 30660 tonnellate all’anno. 28 pastiglie da 20 mg in una confezione dalla durata media di 18 giorni. Il costo di una confezione senza ricetta è indicativamente di 16,36 euro. 332,14 euro in un anno. In un anno i cuori tristi spendono 929.992.000,000 euro per ritrovare la felicità perduta forse spendendoli. Fratelli miei, bevete acqua che non disseta. Ma inchiniamoci di fronte a tutto ciò, a ciò che può alleviare i dolori. Questo non è un rimprovero al mondo, questo è un rimprovero a come viviamo in questo mondo”.

Molte volte questo mondo condanna come depresso un uomo a cui è stata tolta la capacità di sognare, di amare, di sperare, di seguire la sua voce interiore e le sue emozioni. Molte volte uomini del genere si ritrovano nel caos, in balia di loro stessi. Si sentono abbandonati e soli, senza via d’uscita. Occorre fare solo una cosa, anche nella paura, affrontare la situazione. Ci sono due motivi che possono infonderci coraggio.
Il primo è che non siamo soli, così è stato detto da Cristo:

” Quand’anche vi troviate nella valle dell’ombra della morte, non temete male alcuno, io sarò con voi, il mio bastone vi sosterrà. Preparo una mensa dinanzi ai vostri nemici, cospargo d’olio i vostri capi. Il vostro calice traboccherà”.

Il secondo è che tutti abbiamo paura, la nostra realtà è il nostro calice e noi dobbiamo berlo. Anche uno dei più grandi ci ha dimostrato di avere paura prima di dimostrarci il più grande coraggio:

Padre, se vuoi, allontana da me questo calice!
Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà"

Ci ha detto Papa Giovanni Paolo II: “Non abbiate paura!”

Dolci animi, non abbiate paura, la notte è fatta per scoprire il giorno!



Edoardo Francesco Taurino