Il Fiocchetto Lilla 🎀



Oggi è la giornata del fiocchetto Lilla. Un’occasione speciale per ricordare al mondo che non deve perdere la speranza e che la vita è fatta di lotta e di giuste azioni, di cura e di prevenzione, di sviluppo e di comprensione. Spero che queste parole siano spunto di riflessione e spero che quest’ultima porti ad una pace interna, se non dovuta ad una risoluzione, dovuta ad una migliore comprensione delle cose. Da anni il mondo combatte la lotta per la vita che oggi è al centro dell’attenzione. Essa riguarda, però, un altro male: l’anoressia.
Cosa è l’anoressia? Per definizione: L'anoressia (dal greco ἀνορεξία 'appetito') è un disagio in cui la persona coinvolta si rifiuta di nutrirsi per diversi motivi. Comunemente il termine è spesso usato come sinonimo di anoressia nervosa (dove il rifiuto è dovuto alla paura di ingrassare e di apparire grasso, o "imperfetto"), ma in realtà esistono molteplici possibili cause di una diminuzione dell'appetito, alcune delle quali potrebbero risultare innocue, mentre altre sono indice di una grave condizione clinica o comportano un rischio significativo.
Solo in Italia 3 milioni di donne soffrono di questo disturbo che, come dimostrano i fatti, non è un problema solo di natura personale ma è influenzato dalla società e dal modo in cui essa ha sviluppato i suoi rapporti, anche più stretti, abbandonando del tutto l’aspetto emotivo.
A difesa del giusto, senza togliere nulla a nessuna donna di questo mondo, sono delle donne speciali a soffrire di questo disturbo, quelle che portano nell’animo una sensibilità maggiore, una fragilità e soprattutto una dignità fortemente sviluppata, caratteristica della figura della donna. Strano a dirsi ma proprio chi soffre di questo disturbo vorrebbe sentirsi più donna. L’aspetto stupendo è che, al contrario di ciò che si possa pensare, ovvero di essere sbagliate e diverse dalle altre, la maggior parte di esse porta nel cuore sogni d’indipendenza, di famiglia e di felicità. Occorre, dunque, rafforzare le loro “gambe” e poi osservare come esse risplendono. Chi ha incontrato una donna del genere, nonostante alti e bassi, ne avrà bisogno per tutta la vita.
Un ulteriore aspetto positivo è che il 70 percento delle donne guarisce per sempre da questo disturbo. Il restante 25 percento si porta dietro il problema “imparando” a conviverci e la percentuale rimanente rifiuta le cure o non ammette il problema. Tutti i dati e l’esperienza fatta in questo campo giocano a favore della donna. Ciò che è fondamentale comprendere è che la donna, in questa sua lotta, non è sola. Come può esserlo se il mondo si prodiga a studiare il problema e a trovare dei modi per sconfiggerlo? Strutture, studi, dottori, ricerche, tutte a favore di queste donne che nei centri si ritrovano tutte assieme. Ecco una cosa bellissima! Nonostante queste donne, nella maggior parte dei casi stia male nell’ambiente familiare (molte volte causa del problema), può contare sull’appoggio dei centri, seconda famiglia, grazie alla quale imparare a vivere nuovamente bene nella propria.
Per chi combatte, affronta, cerca di comprendere il problema, vi sono solo riscontri positivi. Non è stato forse detto:
“Chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto”.
Il tempo darà ragione a tutte queste donne e alla loro bellezza fisica. Occorre dire inoltre, sempre nel massimo rispetto di ogni donna e senza alcun confronto di nessun genere, che le donne che si creano questo problema sono veramente belle ed il problema se lo creano proprio perché hanno conosciuto la bellezza e l’attrazione che essa può suscitare.  Questa bellezza che è stata loro data, non potrà mai esser loro tolta ed anzi, ritorneranno ad essere ancora più belle e aggiungeranno grazie a questa esperienza di vita, un tipo di bellezza che è rara e che già gli apparteneva ma che hanno portato e porteranno allo scoperto: la bellezza dell’anima. 
Un percorso necessario che dona il mondo alle donne e le donne al mondo. Vere donne, vere madri, vere compagne, vere amiche, vere figlie, vere studentesse, vere lavoratrici, vere persone. Occorre essere grati nei confronti delle persone che affrontano questo problema perché rendono il mondo un posto migliore e ci ricordano che la vita è più forte di qualsiasi altra cosa. 

Edoardo Francesco Taurino