Lastre dell'animo.

 

Molte volte occorre dare e rinnovare dei perché che forse mai sono stati presenti oppure con il tempo, e con il vagare della mente lungo il corso della vita, si sono indeboliti. Oggi voglio ricordare perché occorre leggere con ostinata determinazione, la Filosofia, la letteratura Greca, la letteratura Latina, i testi sacri delle diverse religioni e la letteratura orientale fortemente collegata con essi. Per fare ciò ho preparato due tipi di discorsi; ho pensato di fare un punto della situazione iniziale partendo magari con ciò che non è molto lontano, l’umanesimo, per poi arrivare alla scuola cartesiana. Successivamente passare a Francesco Bacone ed arrivare a Kant, parlare d’illuminismo e magari far riferimento a Rousseau e al nostro allontanamento dallo  stato di natura. Quindi parlare di sistemi "postkantiani" e successivamente di sistemi "posthegeliani". Ma a cosa servirebbe? Non siamo sui banchi di scuola e al nostro animo occorre leggerezza poiché troppo appesantito dai pensieri, molto stanco per via delle lunghe e dure giornate di lavoro. Così, oggi, ho deciso di portare altre parole, poche ma valide. Dunque il primo discorso che avevo preparato mirava ad andare alla mente, ovviamente, mentre il secondo, questo, mira ad andare al cuore. Il fatto che possano esistere parole che vanno alla mente e parole che vanno al cuore, non è qualcosa di banale o di scontato, è vero! Molti uomini non ci credono, eppure, alcune parole si depositano, si sedimentano, sul fondo dell’animo umano ed inizialmente sembrano non trovare riscontro nelle nostre vite, sembrano addirittura prive di significato. Esse viaggiano parallele lungo le nostre vite senza essere prese in considerazione fino a quando, un giorno, un avvenimento, un’esperienza, un incontro, le fanno risalire a galla oppure le fanno ritornare con più forza. Per fare arrivare il messaggio che oggi voglio mandare, occorre che io mi rifaccia alle parole di chi è passato prima di me. Occorre essere grati per l’eredità che ci è stata lasciata, per le “lastre dell’animo umano” che altro non sono se non testimonianze di vite alle quali possiamo rifarci sia nei momenti belli che nei momenti bui. Proprio qualche sera fa, iniziai una lunga discussione con una mia amica al culmine della quale, ella mi chiede:” Ma concretamente, a cosa serve la filosofia?”. Domanda che sembra banale, alla quale è  tanto semplice quanto difficile rispondere. Così, come già ho detto, occorre che io mi rifaccia alle parole di chi è già passato. Credo e spero che chiunque si trovi a leggere queste parole, conosca Socrate, se non nel dettaglio, anche solo per sentito dire. Socrate è ritenuto il più grande filosofo nella storia dell’umanità fino ad oggi, basti pensare, che chi studia filosofia, la divide in pre-socratica, socratica, e post- socratica. Quando a Socrate fu posta la domanda che qualche sera fa fu posta a me, egli rispose in questo modo: “A nulla. La filosofia non è serva, ma compagna”. Così guardai questa ragazza, non la vidi convinta. Ella mi rispose: “ Si, per carità, queste sono belle parole, ma concretamente cosa me ne faccio? Io ho bisogno di lavorare, di sentirmi soddisfatta, realizzata, di sentirmi ben radicata nella vita!”. Iniziammo una lunga conversazione sugli albori della filosofia, sulle domande che si è posto l’uomo e sulle risposte che sia riuscito a trovare, sfociammo poi nelle religioni e nei loro testi sacri, ma ora non posso e non voglio riportare l’intera conversazione avuta con quella ragazza. Per concludere il discorso le risposi con una sola parola, che ora ripeto a chiunque stia leggendo queste parole: “Consolazione”. Utilizzo questa parola non nella sua denotazione comune, in riferimento ai mali della vita, alle tristezze e ai dispiaceri, ma come una vera e propria condivisa accettazione della vita nella sua integrità’. Qui entrano in gioco tutte le opere che possiamo trovare lungo il cammino, esse sono veramente tante. La letteratura proviene dalla filosofia, amore per la conoscenza che è la causa di ogni cosa. Queste opere ci permettono di comprendere che ciò che stiamo sperimentando lungo il corso della vita, che molte volte può recare gioia, e altre volte può portare dolore, è stato sperimentato già da altri. Possiamo così distruggere, e se non distruggere, meglio comprendere, quell’ immagine di separazione alla quale, paradossalmente, siamo tanto uniti. Possiamo distruggere così quell’idea di solitudine poiché nessuno, per il fatto stesso di essere vivo, è solo. Così parla Sinfonia:

“Nessuno è mai solo sotto questo cielo, io lo sento. Per il fatto stesso di essere vivi si è uniti a qualcosa di infinitamente più grande. Ho messo accanto al calore fisico, il calore del mio cuore alimentato da qualcos’ altro al di fuori di me. Quel qualcosa accende ogni cuore. Mi diletto con queste parole che sono messaggere del vento, compagne del suono, amanti della mente, giochi dell’animo. Ma cosa mi resta in questa vallata, sotto questo cielo, se non le mie parole e questo scritto? Si alza il vento, avrà forse sentito queste parole che fanno eco nel mio cuore? E che le porti nel mondo allora, saranno la recensione di un animo sofferente, l’immagine di un uomo comune e lo specchio di un animo differente. E che le porti dunque in mezzo alla gente. Arriveranno anche a quelle lontane stelle che mi guardano pazienti?”

La mia amica, mi pose un ulteriore domanda: “Cosa cambia, tra letteratura e filosofia?”. Inizialmente questa può sembrare una domanda scontata e banale ma non lo è. Io ho dato una risposta che può essere tanto obiettiva ed oggettiva, quanto soggettiva; le ho detto: “La letteratura aggiunge bellezza al cuore della filosofia”. E’ il dolce zucchero che ci permette di assorbire quelle conoscenze, quelle visuali, quelle comprensioni a cui è arrivata la filosofia. Iniziamo a parlare di vere e proprie opere d’arte nate dalla comprensione della vita. Mi preme sottolineare una cosa, la letteratura, di qualsiasi tipo esso sia così  come le opere nate dall’ uomo, altro non sono se non tasselli di un disegno più grande di cui facciamo parte. Mi vengono in mente, a tal proposito, le parole di Leonardo Da vinci: 
“Occorre comprendere che tutto è collegato” 
Queste opere che ci sono state lasciate, ci appartengono, ci rispecchiano, consumate le pagine delle opere che sono pervenute sino a noi vincendo spazio e tempo raggiungendo l’immortalità concretizzandosi nella bellezza. 

Edoardo Francesco Taurino