Le nostre Stelle



Vi sono momenti nella vita durante i quali tutto è perfezione, tutto è amore, tutto è felicità (Vi auguro che ogni momento della vostra vita sia così). Se in determinati momenti avessimo la possibilità, per esempio, di interrogare il cielo riguardo la nostra condizione, molto probabilmente ci direbbe le seguenti parole:

“Ora sei in armonia con il tuo corpo, ora sei in armonia con le tue emozioni, ora sei in armonia con la tua mente e con i tuoi pensieri. Ora sei fede”.

Cosa intendo per Fede in questo contesto? Un essere “in fase” con la vita, con la sua energia, con il suo benessere; avere dinanzi prospettive positive, pensieri positivi, fidarsi del proprio corpo, di questo mondo e addirittura del nostro prossimo pur non conoscendolo. Tutto ciò può essere semplificato, forse, in una sola parola: Felicità.
Ma allora proviamo a racchiudere ciò che è invece la mancanza di quest’ultima in base alla descrizione che abbiamo fatto di essa. Utilizzerò questa parola per farlo: Preoccupazione. Anche solo nella sua pronuncia si può sentire quanto sia pesante questa parola. Le preoccupazioni che sono state create in questo mondo sono veramente tante, esse pesano come macigni sul cuore e ci dividono da noi stessi e dal mondo. Da noi stessi perché non sappiamo più come agire, perdiamo fiducia, perdiamo quella fede alla base della felicità. Dal mondo poiché esso ci inizia a sembrare un brutto posto che nulla ha da darci e che nulla vuole darci. In momenti del genere ci dimentichiamo forse che abbiamo un cuore che sta battendo e tutto in realtà dentro di noi sta funzionando alla perfezione per mantenerci pieni di vita senza che noi ce ne dovessimo preoccupare. Dunque, vi pongo una domanda, dolci animi, siete portatori di pensieri felici nel vostro cuore e in questo mondo? Oppure avete perso la vostra fede nella vita?
L’uomo preso dalle sue paure, vedendo luce e buio, ha portato in questo mondo l’idea di fortuna e di sfortuna. Sono qui per dire che non è così, accettando l’idea della sofferenza a cui dobbiamo andare incontro nella nostra vita. Che non si preoccupino gli uomini, dovremo affrontare, lungo il nostro viaggio, momenti di buio e momenti di luce. Che non si perda di vista la perfezione dell’Opera! Tutti dovremo stare sia nella luce che nel buio, la perfezione è data dall’ equilibrio, L’equilibrio è dato dal viversi del bene e del male, della paura e dell’amore, della luce e del buio. Ricordatevi, le lacrime delle vostre paure e della vostra tristezza, danno da bere all ’amore di questa terra!

Scrive William Shakespeare nell’opera “Giulio Cesare” :

Gli uomini talvolta sono padroni del loro destino; la colpa, Bruto, non è nelle nostre stelle ma in noi”.

Ecco, invece di prendere in mano il suo destino, l’uomo lo lascia in balia delle proprie preoccupazioni. La paura, vi ricordo, ci trascina con destrieri che di noi hanno veramente poca cura. La sofferenza nel mondo è grande poiché si ha paura della sofferenza, nessuno affronta le sue preoccupazioni per “smontarle” e gettarle vie. Preoccupatevi solo di una cosa: comprendere ciò che siamo e a cosa siamo destinati. Tutto diverrà leggero e semplice. Ma ora non voglio fare l’incantatore portando belle parole al mondo. Ci vuole sforzo, forse una vita intera non potrebbe bastare ma dobbiamo agire e pensare tendendo alla felicità e comprendendo quello che veramente è in nostro potere. Le nostre stelle ci aiuteranno. Sono in cielo per questo, solo dall’ alto si può vedere e segnare bene il cammino!
A quante preoccupazioni devono e dovranno rispondere gli abili psicologhi del mondo! Mi è rimasta impressa una foto vista tempo fa. Albert Einstein seduto dinanzi al suo psichiatra; un po' triste, un po' confuso ma sicuro. E’ vero, la vita ci fa paura poiché termina con la morte, pensiamo che verremo divisi da noi stessi e poi, dove andremo? Che fine faremo? Nei confronti di domande a cui non è possibile rispondere occorre avere fede.
Ecco, solo una cosa è in nostro potere; possiamo agire con amore nei confronti di ciò che conosciamo e muoverci con fede nei confronti di ciò che non conosciamo.
A voi le parole di Cristo:

“Perciò vi dico: per la vostra vita non affannatevi di quello che mangerete o berrete, e neanche per il vostro corpo, di quello che indosserete; la vita forse non vale più del cibo e il corpo più del vestito? Guardate gli uccelli del cielo: non seminano, né mietono, né ammassano nei granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non contate voi forse più di loro? E chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un'ora sola alla sua vita? E perché vi affannate per il vestito? Osservate come crescono i gigli del campo: non lavorano e non filano. Eppure io vi dico che neanche Salomone, con tutta la sua gloria, vestiva come uno di loro. Ora se Dio veste così l'erba del campo, che oggi c'è e domani verrà gettata nel forno, non farà assai più per voi, gente di poca fede? Non affannatevi dunque dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo? Di tutte queste cose si preoccupano i pagani; il Padre vostro celeste infatti sa che ne avete bisogno. Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta. Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini. A ciascun giorno basta la sua pena”.

Fate vostre queste parole, dolci animi.

Edoardo Francesco Taurino