Poiesis!


Sognate, dolci animi del mondo, e che i vostri sogni siano grida di redenzione per il vostro animo, questo io vi auguro! Non spegnete la luce del cuore per colpa di piccoli pensieri generati da una parte di mondo impaurita. Lo sappiamo già, esistono solo due vie in questo mondo dalle strade infinite, quella dell’amore e quella della paura. Che non si spaventi di nulla dunque l’uomo!
Il mondo che ha dinanzi lo accoglie ed anzi gli ha fatto conoscere la notte così che esso possa imparare a sognare! A questo servono le stelle, a questo il sole, il giorno, la notte. Ed ogni nostra emozione è solo una sfumatura di questo mondo più grande del quale siamo i figli.
Lo osservate questo mondo, vero? Vi è chi ci parla, o meglio, vi è chi gli risponde poiché quest’ultimo parla con ognuno di noi anche se non ce ne rendiamo conto.
Così parla Sinfonia, dell’animo che ha parlato con la Luna:

«Ti è stato permesso di girare nell’ infinito, sei fortunata!». Dice l’animo alla Luna. «E tu chi sei? Presentati, così che io possa sapere con chi parlo». Chiede la luna all’ animo poco saldo sui suoi piedi. «Oh, io sono solo un tuo spettatore, ma non preoccuparti, il mio tempo è limitato, non a lungo tormenterò il tuo vagare nell’ infinito!». «Come fai a dire che è infinito tutto ciò?». Chiede la luna, perplessa dalle parole dell’animo.   «Ho forse modo di poter dire che è finito? Sei fortunata!». Ripeto. Controbatte l’animo, deciso. «L’ennesimo e le sue stesse parole, riesci a guardare solo all’ altrui fortuna, non sapendo neanche di cosa stai parlando!».  «So benissimo di cosa sto parlando, tu sei libera e vaghi nella bellezza dell’infinito ed ogni uomo sulla faccia della terra vorrebbe essere come te!». Grida l’animo con la sua forza. «Ed io vorrei essere come voi!». Replica la luna.  «Come? Attenta a ciò che desideri, potresti rimpiangere la tua libertà!». «Attenti voi, animi buoni e talvolta ingenui, non fatevi ingannare da false convinzioni, in modo da essere perennemente scontenti. Ora, tu sei un po’ più libero di me e poi, cosa te ne fai di una libertà perenne, se la libertà è un attimo ed ora tu sei libero?». «Nei miei sogni forse, dove io incontro te e vago nell’infinito che ti circonda». Dice l’animo mentre sorride alla luna. «La libertà dell’animo è quella, la libertà è il suo attimo inesistente». «Ma io ti vedo triste». Dice l’animo mentre comprende ciò che è fatto della sua stessa sostanza. «Tu mi credi libera, ma io sono più incatenata di quanto tu possa immaginare; in alcuni momenti anch’ io sono libera ed in questo perpetuo destino talvolta brillo più che posso ed altre mi spengo». Così si sfoga la luna mentre narra di sé stessa. «E quali sono queste volte?». «Sempre uguale è il mio tragitto e sempre starò con piacere attaccata a questa terra perché tutto si compia. Ma ciò che sembra infinito a voi, a me fa sempre meno effetto, oramai. Ma sono ingrata, è vero; non occorre disprezzare le visioni che ad altri sono precluse. Ma, mio caro, sappi che ognuno vede le sue gabbie. Ogni momento, quando nel mio moto sto per superare le solite visuali per poi ricominciare il ciclo, ecco che in quel momento sogno la bellezza dell’infinito di cui mi parli, e in quell’ attimo io sono libera!». Si comprendono le due vite. «Non siamo tanto diversi, allora». «Non più di tanto, entrambi diamo voce alle nostre grandezze nel momento in cui siamo più liberi. Proprio come tu in questa notte hai fatto con me».

Così parlo io, del difensore dei Poeti, del patrono d’Italia che proprio oggi ricordiamo. San Francesco d’Assisi. I molti lo conoscono per il “cantico delle creature”. Aprite gli occhi al mondo.
Vi ricordate come si aprono gli occhi? Iniziando a chiedersi perché in un mondo che si chiede come.
Vi ricordate come aprire il cuore? Iniziando a cercare Dio.
Vi ricordate dove si trova Dio? Nelle vostre azioni.
Per voi le parole di San Francesco:

“Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile”.
 
E quando agite con amore, non dimenticatevi che anche quello è fare poesia! Ogni cuore che agisce con amore è il cuore di un poeta. Fate Poesia! Dal greco “Poiesis”  che significa creare. Siete dunque creatori, create amore con le vostre azioni così come è stato creato questo fantastico mondo.
A voi le mie parole:

“Parlate, narrate, cantate, scrivete, fate poesia!
Con ogni respiro provate a dare parole, consolazioni, alla gente!
In parole d’amore poco importa se si dice il vero oppure si mente.
Fate Poesia, che altro non è se non un respiro di carta e d’inchiostro,
un respiro d’emozione, emozione di ciò che si sente!
Dolci animi, cogliete l’attimo, aprite gli occhi verso il mondo
Non esiste il tempo come lo intendete voi, esiste solo il presente.
Cuori aumentano i loro battiti a ritmo d’emozione,
scandite ogni respiro col respiro delle vostre parole!
Oh, mestiere di responsabilità quello dell’uomo che è poeta,
esso unisce la riflessione dello scrittore all’enfasi dell’attore.
Unico palco per la poesia, il mondo sotto ai nostri piedi,
unico modo per fare poesia, camminare sulla sua via.
Milioni di poesie nate da una sola madre, 
figlie della poesia, nata da un solo padre! 
La gerarchia del disegno arriva fino al cielo, molti non la vedono,
ai poeti è stato tolto dinanzi agli occhi il velo.
La poesia dunque aiuta ogni cuore a comprender ciò che è vero!
Ma cosa è vero? Quel che sono ora poiché ho amato quando ero,
questo perché ho colto l’attimo, esiste solo il presente.
Dono ad ogni uomo queste parole, dono all’uomo questa poesia.
Ditemi, dolci animi, il mio animo dice il vero o mente?”

 

Edoardo Francesco Taurino