Un grido di redenzione.

Le vie del mondo sono infinite. Ogni giorno, per le stesse, si alza un grido di redenzione per ogni cuore che batte, per l’umanità intera. Da quando l’uomo è presente nel ciclo della vita, troppi uomini hanno lasciato le loro parole per queste strade infinite ed è nostro compito custodirle, conservarle, rinnovarle e portarle ad ogni animo di questa terra. Così come il corpo ha bisogno di nutrimento, anche l’animo sente la sua sete e vuole saziarla. Ogni persona sente questa sete e la tratta in modo diverso; chi la ignora, chi la fugge, chi la concepisce nel proprio cuore.
 Gli anziani concepiscono ciò con la loro mente, gli uomini lo concepiscono con il loro istinto, i bambini lo concepiscono con il loro cuore. L’uomo dunque tende con il suo istinto a racchiudere ogni cosa con la mente, si sforza così di accumulare molta esperienza, data dall’azione dell’istinto e la ponderazione della mente. Dopo molto tempo, forse, ottiene quella esperienza preziosa che qui, gli uomini, chiamano saggezza. Il bambino, invece, concepisce ogni cosa con il cuore. Mi vengono in mente delle parole da chi mi ha preceduto. In un tempo che è già stato e tuttora ci appartiene, alcuni uomini domandarono al loro maestro di poter togliere dal loro cuore un forte dubbio che li perseguitava: 

“Chi dunque è il più grande nel regno dei cieli?”. Allora L’uomo chiamò a sé un bambino, lo pose in mezzo a loro e disse:-“In verità vi dico: se non vi convertirete e non diventerete come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque diventerà piccolo come questo bambino, sarà il più grande nel regno dei cieli. E chi accoglie anche uno solo di questi bambini in nome mio, accoglie me. Chi invece scandalizza anche uno solo di questi piccoli che credono in me, sarebbe meglio per lui che gli fosse appesa al collo una macina girata da asino, e fosse gettato negli abissi del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che avvengano scandali, ma guai all’ uomo per colpa del quale avviene lo scandalo! Se la tua mano o il tuo piede ti è occasione di scandalo, taglialo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita monco o zoppo, che avere due mani o due piedi ed essere gettato nel fuoco eterno. E se il tuo occhio ti è occasione di scandalo, cavalo e gettalo via da te; è meglio per te entrare nella vita con un occhio solo, che avere due occhi ed essere gettato nella Geenna del fuoco. Guardatevi dal disprezzare uno solo di questi piccoli, perché vi dico che i loro angeli nel cielo vedono sempre la faccia del Padre mio che è nei cieli. È venuto infatti il Figlio dell’uomo a salvare ciò che era perduto”. Così rispose Gesù.
Queste parole sono per tutti, vanno oltre ogni religione, rappresentano parole di verità. In questo mondo ogni uomo deve aprire gli occhi nei confronti di ciò che è obiettivo e riguarda ognuno di noi. Se il vostro cuore batte allora queste parole sono per voi.  Perché le dico? Perché il significato delle parole nei confronti delle quali abbiamo il compito di custodirle, conservarle, rinnovarle e portarle ovunque, si perde con il tempo do generazione in generazione. Se ogni uomo è stato un bambino ed ogni bambino sarà un uomo, ecco dunque che non si devono spezzare sul nascere questi grandi cuori che rappresentano la generazione futura. Questi bambini si muovono nel mondo grazie alla forza del cuore. Cosa succede dunque tra padre e figlio? Tra l’istinto che tende alla ponderazione e un cuore piccolo fisicamente ma che non ha limiti? La vita viene deviata. Molte persone sanno che gran parte delle parole a cui poco fa ho fatto riferimento riguardano la pedofilia ed è così, ma riguardano anche lo spegnimento che i cuori di questo mondo subiscono. Ecco cosa succede tra padre e figlio. Ecco perché i figli di questo mondo ora vanno vagando per lo stesso cercando una loro via. E questa via da loro cercata non è solo (e quasi sempre) spirituale ma è anche una via fisica, una possibilità di riscatto, di soddisfazione; soddisfazione economica e personale. Soddisfazione però legata ad obiettivi posti dinanzi a cuori ormai spenti che della sensibilità umana sanno poco e niente. Ecco perché un padre sceglie per un figlio una via che sembra più sicura in un mondo nel quale niente vi è di insicuro se non la fede dell’uomo stesso. Di cosa sto parlando? Di vite sprecate senza far fiorire ciò che è presente nei cuori di queste giovani generazioni le quali sono costrette ad abbandonare le vie da loro sognate per rinchiuderle in meccaniche azioni di lavori poco soddisfacenti che non solo non calmano quella sete dentro ad ogni animo ma anzi, lo fanno inaridire dall’ interno. Non potrei trovare parole migliori se non quelle che si ritrovano in “Sinfonia”…:

“Madre mia, credo che sia così per ogni cosa del mondo, una specie di valore aggiunto, così ogni cosa non sfrutta il proprio valore, gliene viene affidato un altro che con essa c’entra assai poco. Così un lavoro non nobilita un uomo nelle sue azioni, nella sua crescita e nel suo valore, ma nelle sue tasche. Così quel lavoro non c’entra niente con la persona, con i suoi pensieri, con il suo cuore e la sua anima. Così il lavoro si rivela sofferenza. Così non si studia per la conoscenza, per toccare la propria anima, per ingrandire il proprio cuore, lo si fa per trovare quel lavoro che nobilita le tasche dell’uomo. Così nessuno e niente si trova dove dovrebbe stare e ognuno si ingegna a memorizzare vocazioni dell’anima che non gli appartengono. Così una donna non è amata per il proprio grande cuore, ma per ciò che le è stato affidato dal caso; inizia così a preoccuparsi di ingrandire ciò e non il proprio cuore. Così un uomo non viene amato per la sua forza d’animo ma per la sicurezza che può donare ad una donna che tutto ha ampliato, tranne che il suo cuore. Così negli uomini non c’è spazio per la debolezza e la violenza si fa spazio. Allo stesso modo il cibo non sfama ma ingorda. L’acqua non disseta metà del mondo ma l’alcol ne addormenta i tre quarti. I vestiti non proteggono più dal freddo ma dai pensieri di cuori inariditi. La luna e le stelle non servono a placare la nostalgia a cui può andare incontro un animo ma a ricordargli di chiudere gli occhi e spegnere la mente, fuggendo per un po’ i suoi finti affanni. Ed il sole non illumina più i pensieri dei popoli quando si trova sui loro capi perché essi non lo credono ciò che è. E i bambini crescono in un mondo in cui niente è ciò che dovrebbe essere. Gli scrittori parlano di un mondo finto, i lettori crescono nella finzione….”

Cosa succede ad un bambino che ha perso il cuore? Perderà la strada, rovinerà molte cose e se il destino lo vorrà potrà ritrovare la strada di casa. Il padre sarà li ad aspettarlo? Oppure in questo mondo ognuno pensa alla sua singola salvezza? Nessun padre abbandona un figlio. Sbagliate dunque, perdetevi, ripartite, inseguite ciò che non riempie solo le pance e le tasche. Un cuore inaridito non può battere, trovate la forza in ciò in cui sperate veramente. Vi pongo una domanda, dolci animi, in cosa sperate veramente, nel vostro cuore? Il mondo attende le vostre parole.

Ricordate, Le vie del mondo sono infinite.


 Edoardo Francesco Taurino