Vivo!



Ad animi forti spettano parole forti.
“Generato non creato, dalla stessa sostanza del padre” così è stato detto, così è stato scritto. Per questo motivo ogni animo che apre il cuore con me è mio fratello in questa generazione di cuori in cerca di risposte. Ecco le parole che oggi un animo ci ha donato:
“Mi sento solo. Triste. Non che le persone non mi capiscano, ma che differenza fa?”
Come sempre abbiamo fatto, come sempre facciamo e come per sempre faremo, anche oggi tendiamo a pesare l’umanità intera, e ciò che essa rappresenta, su piccole parole che sono condanna per il sonno degli uomini e riscatto per un solo cuore. Mi auguro che quel cuore sia proprio quello che legge queste parole. Dunque, facciamoci coraggio anche in questo giorno che altro non è se non un’ombra nata dal gioco di Sole e Luna. Su delle ombre, difatti, basiamo le nostre vite, Ciò che crediamo grandezza altro non è che conseguenza della vera grandezza. Quanto sono lontani gli uomini dalla verità! Ma perché anche oggi dico ciò? Perché coloro che sono lontani sono sempre i molti, sono quelle pecore che hanno bisogno di un pastore, le stesse anime che sono unite tra di loro nel senso comune che hanno voluto dare a questa vita. Ma dietro l’ombra della moltitudine, vi è chi guarda oltre al gioco di luci che incastra la vita in ciò che chiamiamo giorno. Questi animi, molte volte, lungo il corso della loro vita, si sentono soli.
Una goccia d’acqua porta vita nel deserto mentre in un oceano ritorna a far parte dell’immenso mare nel quale nulla cambierebbe senza di essa. In questa frase si può racchiudere il senso della vita per come vogliamo e possiamo intenderla. Disprezziamo visuali che non ci appartengono! Chiudiamo gli occhi dinanzi a quelle che ci sono donate! Dolce animo, immenso è il deserto che hai dinanzi, lungo di esso deve proseguire il tuo cammino. E dunque, come possono essere sbagliati i dubbi? Le ansie? Le paure? Come può essere sbagliato il senso di solitudine di un cuore che cerca riscatto poiché non trova mare dove ritornare ad adagiarsi? Ma che non si preoccupi un uomo in questa situazione, nessuno è solo.
Così parla Sinfonia a tal proposito:

“Padre, cerco di trascrivere questi pensieri provando a catturarli insieme alle mie emozioni. Essi viaggiano veloci come comete in questo universo. Madre, tu invece potresti rimproverarmi credendo che io voglia lasciare questo mio cuore da solo per il resto della mia vita. Spero di farti cambiare pensiero. Addolcisci il tuo cuore se ora soffre, io, da bravo figlio, ho il compito di far accadere ciò. Nessuno è mai solo sotto questo cielo, io lo sento. Per il fatto stesso di essere vivi si è uniti a qualcosa di infinitamente più grande. Ho messo accanto al calore fisico, il calore del mio cuore alimentato da qualcos’ altro al di fuori di me. Quel qualcosa accende ogni cuore. Mi diletto con queste parole che sono messaggere del vento, compagne del suono, amanti della mente, giochi dell’animo. Ma cosa mi resta in questa vallata, sotto questo cielo, se non le mie parole e questo scritto? Si alza il vento, avrà forse sentito queste parole che fanno eco nel mio cuore? E che le porti nel mondo allora, saranno la recensione di un animo sofferente, l’immagine di un uomo comune e lo specchio di un animo differente. E che le porti dunque in mezzo alla gente”.

Fate vostre queste parole, dolci animi. E se maggior sicurezza è data dalla grandezza e da ciò che è stato ritenuto duraturo dal tempo, allora mi rifarò a chi è passato ed è stato grande per questo mondo, in parole ed opere. Che non faccia paura la solitudine, così scrive Seneca riguardo ad essa: 

“La solitudine è per lo spirito, ciò che il cibo è per il corpo”.

L’animo che oggi ha aperto il suo cuore, ha chiesto prima, con le sue parole: “… che differenza fa?” in riferimento all’ essere compreso o meno dato che sente comunque la solitudine indipendentemente da ciò. Nessuna differenza, fratello, l’unica differenza è se tu sei, o meno, amico di te stesso. Per restare in tema, scrive Seneca:
“Mi chiedi qual è stato il mio progresso? Ho cominciato a essere amico di me stesso”.
Ricerca gli uomini che sono passati, essi prima di te hanno avuto il tuo stesso cuore ed il tuo stesso animo. Il miglior consolatore è chi è stato già consolato. Sappi che Il tempo stesso ha poco tempo da perdere e poche sono le dita su cui conta le cose importanti, così come pochi sono i nomi dei quali ci sono arrivate le parole e le azioni. Quando ti senti solo, volgiti a loro. Mi si chiederà allora:” La vita è fatta da pochi? E’ fatta per pochi? Chi non si sente solo è stupido o poco importante? ”. Io dico solo che a volte, proprio quei pochi che si sentivano soli, hanno agito per i molti. Occorre prendere esempio e dare ad ognuno il significato del proprio cuore! Lo abbiamo già visto, vi è chi benedice e chi ha bisogno della benedizione della vita; ogni cosa fa parte del disegno. Niente può essere sbagliato. Una quercia non è più importante e grande della piccola foglia ad essa attaccata e a quanto poco serve quella piccola foglia alla vita della quercia stessa! Quanto valore ha dunque il vostro cuore indipendentemente da ogni cosa?! Troppo. Serve a mantenere il ciclo della vita. Non a caso sono state versate parole dall’ inizio dei tempi. Gli uomini si affidano a ciò che è piccolo per spiegare ciò che è veramente grande e gli fa sentire piccoli e soli. E se non vi sentite vicini a chi è nel vostro presente, lo potete essere a chi è già passato, o ancora, a chi verrà tramite la vostra testimonianza di vita. Siate testimoni della vita! 
La solitudine non esiste, non preoccupatevi se provate o proverete paura lungo il cammino, è solo perché siete vivi.
Ricordate, avete aperto gli occhi in universo infinito.


Edoardo Francesco Taurino